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Cinque domande a Rob Huff

2019-08-14T18:00:16+02:00Agosto 14th, 2019|2019, WTCR Race of China 2019|

Rob Huff è uno dei piloti del WTCR – FIA World Touring Car Cup presented by OSCARO che conosce meglio di tutti la Cina, dove la serie tornerà in azione a settembre.

Il britannico è infatti istruttore di guida e quando non corre con la Volkswagen Golf GTI TCR nel WTCR si reca in Estremo Oriente. Vediamo cosa ha da dire il pilota della Sébastien Loeb Racing.

Se dovessi scegliere altri piloti con te sul podio di qualsiasi epoca, chi vorresti?
“Nessuno, vorrei essere primo, secondo e terzo! Non mi dispiacerebbe avere al mio fianco Yvan Muller e Jason Plato, sono quelli che mi hanno dato ispirazione, con cui ho combattuto e occasionalmente anche lavorato, essendo stati miei compagni di squadra. Ho bei ricordi di loro”.

Nel WTCR ci sono 10 piste, quale vorresti aggiungere?
“Direi due. Una è Bathurst sicuramente, ho fatto la 12h due volte e sarebbe fantastica. Dopo quello che abbiamo visto al Nürburgring, credo che anche Le Mans sarebbe spettacolare per il WTCR, per cui le vorrei nel calendario!”

Perché hai scelto il numero 12?
“Quando iniziai coi kart, non so perché, mi diedero questo numero, che poi me lo sono ritrovato spesso in carriera con me, dato che in Chevrolet avevamo 1,2 e 8 da dividerci con Alain Menu e Yvan. Li voleva Louis Chevrolet, che poi volle il 6,7,8. Appena possibile tornai al 12, penso sia fortunato perché Yvan ha vinto con quello e se glielo chiedete è sicuramente d’accordo. Ha vinto con la Chevrolet privata con il 12 e dopo ha preso l’1, per cui si è liberato per me e non gliel’ho più lasciato!”

Hai qualche rito pre-gara?
“Non sono superstizioso, succede quel che succede, dipende da chi ti è intorno. Non contano le procedure, se metti prima il guanto destro del sinistro o la scarpa, la tuta, le camminate attorno alla macchina e via dicendo. Tutto ciò non cambia quello che gli altri possono fare, sono un purista e mi infilo il casco quando è ora, levandomelo alla fine”.

Cosa farai quando ti fermerai?
“Amo il motorsport. Ho cominciato a lavorare col mio team e in Cina faccio tante cose fin dai tempi del WTCC. Sono fra quelli che hanno fatto più gare qui e non ho intenzione di mollare, poi magari diventerò commissario, così sventolerò le bandiere a chi mi ha rotto le scatole in passato! Sono un ragazzo degli anni ’80 e nel paddock mi piace che tutti possano dire “ehi, è ancora qui?”. E’ una passione che non ti lascerà mai questa”.