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Credere in se stessi: The Björk si racconta a WTCR Fast Talk presented by Goodyear

2020-06-24T12:00:01+02:00Giugno 24th, 2020|2020|

Quando Thed Björk vinse il suo primo titolo FIA nel 2001, il gala di Monaco non fu il momento più bello in realtà.

Dopo aver ricevuto il suo trofeo del FIA Sportscar Championship – Classe SR2, identico come forma a quello di Michael Schumacher (Campione di F1), lo svedese pensò ai tempi in cui non poteva permettersi nemmeno una Coca Cola.

Nel 2017 fu diverso perché l’allora pilota della Volvo Polestar riuscì a battere Nobert Michelisz nel FIA World Touring Car Championship in Qatar e al FIA Prize Giving Ceremony di Parigi fu più sereno.

Senza essere uno che festeggia all’impazzata, Björk ha comunque raggiunto tanto in carriera e ora si racconta a Martin Haven nella nuova puntata di WTCR Fast Talk presented by Goodyear, il podcast del WTCR − FIA World Touring Car Cup voluto dal promoter Eurosport Events.

“A 3 anni e mezzo mi diedero la prima moto e siccome vivevamo in campagna giravamo tutti i giorni, ma più crescevo e più andavo forte, facendomi anche male. Ero un po’ spericolato e la mia famiglia se ne accorse. A 11-12 anni provai i go-kart e vendetti le moto. Alla fine facevo quello che mi piaceva e non correvo il rischio di cadere”.

“Decisi di diventare pilota, guardai la F1 in TV con Michael Schumacher e Ayrton Senna, ma Fredrik Ekblom era la superstar nella zona in cui vivevo perché correva in IndyCar in America. Se poteva farlo lui, l’avrei potuto fare anche io, pensai”.

La prima gara di Björk in kart fu su ghiaccio (arrivò terzo), ma poco dopo si mise a confronto coi migliori anche su asfalto. “Nella serie junior erano 30-50 i concorrenti e c’era sempre da lottare per buoni risultati. Nel 1995 passai ad un kart a marce con motore 125cc. Fu la svolta, a 14 anni quasi vinsi il campionato svedese, ma impiegai due anni a riuscirci perché all’inizio ero troppo aggressivo”.

“Correvamo per 30 weekend all’anno e crescevamo così, con l’amore per la pista”.

Seppur la tante gare, la famiglia cominciò a non avere più soldi e si cercarono finanziatori esterni.

“Prima c’erano Fredrik Ekblom e Ronnie Peterson della mia città di Örebro, per cui fu più facile trovare sponsor. MIo padre lavorò duramente con la sua azienda per trovare modo di finanziare le gare e le idee che aveva funzionavano perché faceva parte del campo”.

Peterson, morto per l’incidente al GP d’Italia del 1978 dopo 10 anni di F1, resta l’idolo di Björk.

“Anche se era un grande nel mondo, per noi era super perché veniva da Örebro”.

Il 39enne a 16 anni passa alla F3 svedese e nordica, poi nel 2000 vola negli USA trovando lo sponsor per fare la gara di Barber in Dodge Pro Series dopo 20′ di colloquio con un manager a Boston. Ha fatto la 24h di Daytona, il FIA Sportscar Championship dove vinse la Classe SR2 nel 2001 a Le Mans con la Courage, FIA International Formula 3000 e poi il passaggio al turismo a metà 2004.

Qui iniziò il legame con Christian Dahl della Polestar (ora Cyan Racing) nel 2012 vincendo il titolo WTCC con la Volvo nel 2017. Inoltre ha aiutato Yvan Muller con la YMR nella lotta per il titolo del WTCR − FIA World Touring Car Cup del 2018 aggiudicandosi quello dei team e poi è passato alla Lynk & Co regalandole il primo trionfo come marchio cinese nella WTCR AFRIQUIA Race of Morocco del 2019.

Björk quest’anno sarà pilota della Cyan Performance Lynk & Co e lotterà per il titolo.

WTCR Fast Talk podcast presented by Goodyear, è condotto da Martin Haven e offerto dal fornitore ufficiale di gomme del WTCR: La prima parte è disponibile dalle 12;00 di oggi, mentre la seconda sarà pubblicata alle 12;00 di venerdì 26 giugno.

Cliccate al seguente link per sentirla: https://www.fiawtcr.com/wtcr-fast-talk/