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I team del WTCR: #4 BRC Racing Team

2020-06-23T18:00:30+02:00Giugno 23rd, 2020|2020|

Continua la serie di approfondimento sulle squadre del WTCR − FIA World Touring Car Cup. Oggi è il turno del BRC Hyundai N LUKOIL Squadra Corse, il cui Team Manager – Gabriele Palmitesta – ci spiega come la passione ha portato a vincere i titoli.

Base: Cherasco, Cuneo
AD: Massimiliano Fissore (ITA)
Team Principal: Gabriele Rizzo (ITA)
Team Manager: Gabriele Palmitesta (ITA)
Team per evento: 16 persone (inclusi 2 ingegneri e 8 meccanici)
Piloti: Norbert Michelisz (HUN), Gabriele Tarquini (ITA)
Auto: Hyundai i30 N TCR
WTCR: doppio titolo piloti

“E’ un lavoro di grande responsabilità che non può essere fatto da chi cede alla pressione”

Intervista con Gabriele Palmitesta, Team Manager

Quale è il tuo ruolo nel BRC Racing Team?
“Come Team Manager sono colui che sta a contatto con le autorità sportive e il promoter del WTCR. Condivido le informazioni con il team, ingegneri e piloti. E poi organizzo i viaggi e la logistica per gli eventi, pianificando le giornate di lavoro. Questa è la parte più grande, poi per la stagione metto tutto sul piano di lavoro e tengo informate le persone su come funzionano test e gare”.

 

Quanta pressione e responsabilità hai?
“Parecchia, questo lavoro ne richiede molta e non lo può fare chi cede alla pressione. Nel team ho le persone più calme possibili e quando succede qualcosa senza preavviso, anche io debbo rimanere calmo e dare istruzioni. Sicuramente la squadra lo sente se il suo capo è stressato, anche nelle situazioni critiche rimango tranquillo. Faccio questo lavoro da anni e ho imparato che più rimani calmo e meglio è per tutti”.

Che esperienza serve per fare il tuo lavoro?
“Più ne hai e più è facile fare questo lavoro, sia per me che per il team. Quando il team manager è esperto, tutto il team trova i lavori più semplici, è importante che si sappia che quello che stai facendo è dettato dall’esperienza. Posso dare istruzioni ai meccanici, ai gommisti e tutti quelli che hanno bisogno di dettagli. E’ molto importante. Ma è roba che impari negli anni, non la trovi sui libri”.

Per fare il tuo lavoro hai bisogno di una qualifica particolare?
“Il Motorsport è molto specifico e l’esperienza è sicuramente la più importante, ma i giovani che vogliono intraprendere questa strada debbono essere meticolosi nei dettagli per gestire tutto”.

Come sei arrivato a questo lavoro?
“Ho sempre avuto la passione per il motorsport fin da quando ero piccolo e sono sempre stato coinvolto. Anche alle superiori, davo una mano ad un team di rally e stavo cercando di migliorare sempre di più. Coordinavo la logistica e, passo dopo passo, ho avuto un ruolo sempre più importante in squadra. Ho passato molti anni nei rally, anche con squadre ufficiali, e oggi sono team manager nel WTCR.”

La passione per il motorsport non ti ha mai spinto a provare a guidare?
“E’ molto strano perché nei rally questo lavoro lo fanno i co-piloti che si ritirano. Ho sempre avuto la passione per coordinare le cose, ma mai per essere un pilota o navigatore. Mi sento molto meglio come team manager che come pilota, non so perché; forse perché non l’ho mai provato, ma non ho mai voluto nemmeno farlo”.

E’ stato facile trasferire le conoscenze dei rally in pista?
“nella gestione di un team è più o meno lo stesso, il legame con gli ingegneri e i meccanici, non dipende dalla serie. Comunque è stato facile perché siamo un gruppo molto unito da anni, poi è chiaro che rally e pista sono cose diversissime, ma è stato bello provare qualcosa di diverso e il WTCR lo scorso anno mi è piaciuto tantissimo”.

Se un weekend va male, cosa fai?
“Ci sono sempre alti e bassi, è importante reagire rapidamente. Se nelle Libere 1 le cose non vanno secondo i piani, devi cambiare tutto per le Libere 2. Non bisogna mai arrendersi. Dopo aver vinto due titoli posso dire che abbiamo imparato dai nostri errori riscattandoci. Devi trovare le motivazioni per farlo, rimanendo calmo e concentrato per lavorare duramente”.

Nel tuo team non ci sono solo italiani, come mischi le nazionalità?
“La base è italiana, ma cerchiamo di parlare in inglese e non vedo molti problemi. Fai questo lavoro se hai passione, mettere insieme un team significa avere voglia di vincere e questo conta, non la lingua. Siamo uniti per questo”.

Nei weekend di gara trovate il tempo da passare assieme?
“Non ce n’è moltissimo, quando si arriva in pista siamo già uniti e ci siamo allenati assieme. Cerchiamo di divertirci pensando a quali sono le possibilità per vincere. Tutti hanno un ottimo rapporto e nelle riunioni sappiamo cosa fare, questa è la cosa più importante”.