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Intervista con Nicky Catsburg

2019-04-09T18:00:05+02:00Aprile 9th, 2019|2019, WTCR Race of Morocco 2019|

Gara 2 della WTCR AFRIQUIA Race of Morocco è stata un disastro per Nicky Catsburg, al debutto nel WTCR – FIA World Touring Car Cup presented by OSCARO.

Il pilota del team BRC-LUKOIL ha riportato un problema ai freni della sua Hyundai i30 N TCR proprio quando era al comando, con botto contro al muro e ritiro.

Cosa è successo?
“Non ne sono sicuro, anche se i freni sono stati un problema per tutto il weekend, ma non c’è un collegamento fra le temperature e il guasto. I freni funzionavano molto meglio rispetto a sabato, ma non ero l’unico a pensare a queste cose. Alla curva 10 il pedale è andato a fondo corsa, qualcosa si è per forza rotto e non sono riuscito a rallentare. Ho provato a sterzare per evitare il muro, fortunatamente c’erano le gomme, ma l’impatto, seppur non troppo duro, ha causato danni irreparabili per partire in Gara 3″.

E’ stata dura da accettare?
“Per tutto il weekend abbiamo sofferto a causa del Balance of Performance ed è un peccato. Volevo prendere punti, la prossima gara so che andrà meglio. Peccato però essere già indietro dopo il primo evento. Non voglio piangermi troppo addosso, ma non so perché sia successo proprio a me”.

Sei rimasto colpito?
“Per un pilota non è mai bello, soprattutto quando ti si rompono i freni. Ti aspetti di decelerare e invece finisci contro al muro, il tuo corpo non è preparato al botto. Mi è successo quattro volte in carriera e non è bello. Se guardi il video on-board probabilmente si nota quando chiudo gli occhi prima dell’impatto. Il collo subisce una brutta botta”.

I tuoi meccanici hanno provato a riparare l’auto…
“Hanno messo le mani sull’auto con 1000 gradi sul motore, hanno fatto un lavoro durissimo, peccato perché non è servito”.

Gabriele Tarquini ha detto che meritavi la vittoria…
“Abbiamo un grande rapporto, siamo partiti bene e io lo stavo precedendo gestendo la gara. Si è leggermente staccato per raffreddare i freni e tenersi dietro Jean-Karl Vernay. Lui era più distante, per cui non c’è stato bisogno di spingere più di tanto. Abbiamo fatto un grande lavoro di squadra. Se vince il tuo compagno è comunque bello, però avrei preferito fossi io”.