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La Zengo Motorsport e Boldisz avverano il sogno del commissario infortunato

2020-06-23T12:00:07+02:00Giugno 23rd, 2020|2020|

Due anni fa, Attila László, commissario volontario, rimase gravemente infortunato in pit-lane all’Hungaroring, quando una vettura del DTM lo prese in pieno sbandando sotto la pioggia.

Un incidente stupido, quando grave perché László fu soccorso immediatamente dai medici, ma nonostante ogni sforzo perse parte della gamba sinistra, amputata da sotto al ginocchio.

Da quel 3 giugno del 2018 la vita dell’ungherese è cambiata, ma non l’amore per il motorsport e ha sempre coltivato il suo sogno di bambino: guidare una macchina da corsa.

E sul tracciato di Budapest, Bence Boldizs e il team Zengo Motorsport, che saranno protagonisti del WTCR – FIA World Touring Car Cup nel 2020, lo hanno realizzato.

Intervista con Attila László

Avevi già fatto esperienze con vetture da corsa prima?
“Solo come passeggero, o al massimo coi simulatori e sui go-kart, ma nulla di più”.

Chi ha reso possibile il test?
“E’ stato organizzato dalla Zengo Motorsport, il team di Zoltán Zengo. Hanno sentito della mia storia e del mio sogno quando hanno presenziato alla WTCR Race of Hungary del 2019. Volevo realizzarlo seppur in queste condizioni”.

Puoi descrivere questa esperienza e le emozioni provate?
“Ancora ho ben impresse le immagini in cui mi siedo sulla CUPRA TCR, aspetto l’ok per uscire dalla pit-lane ed entrare in pista. All’inizio sono andato molto piano, nelle prime curve sarei andato più forte solo con una macchina stradale. La sfida più grande è stata battere i timori, ero preoccupato di come usare i freni con il mio piede sinistro in protesi e della forza necessaria. Non ero sicuro di farcela bene. La Zengo è riuscita ad attaccare con un prolungamento il mio piede al pedale in modo da poter usare eventualmente anche il destro. Una cosa necessaria per evitare movimenti strani dovuti alla forza G nelle curve. Nonostante la paura iniziale, sono riuscito a spingere bene con la gamba sinistra e a tenere il piede destro sull’acceleratore. Pian piano mi sono concentrato e mi sono goduto l’esperienza, l’accelerazione in curva e le staccate”.

Quanti giri sei riuscito a fare?
“Due sessioni da 30′, in totale 17 giri”.

Ti sei girato o hai rischiato in alcuni punti?
“Al briefing prima del test abbiamo parlato del fatto che non era per segnare tempi, ma solo per divertimento e per sentire com’è una vettura da corsa. Con me c’era il pilota del WTCR, Bence Boldizs. Con i suoi suggerimenti sono riuscito a frenare a distanza giusta in curva, poi però alla curva 11 ho sentito il posteriore scomporsi per via delle gomme fredde, ma sono riuscito a controllare la situazione. Non sono uscito di pista e ho proseguito il giro”.

Quale è stata la cosa più bella del test?
“L’esperienza e il feeling con una macchina da corsa su una pista, anche se non sono andato al limite. Il mio giro migliore è stato 2’08″570.”

Hai dei programmi per correre o fare altri test?
“Mi piacerebbe provare ancora e sfruttare una nuova occasione. Vorrei provare a correre, sono aperto a tutto!”

Cosa fai nella vita di tutti i giorni?
“Prima dell’incidente ero un grafico, ma dopo la riabilitazione mi sono reso conto che la mia vita non era del tutto piena, così ho provato il para ping-pong e mi ci sono innamorato. L’azienda aveva bisogno di uno come me per promuoverlo e ora la mia missione è introdurlo negli sport mondiali”.

Foto: Gábor Támas Nagy