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Guerrieri a Spa, tra Senna, Honda e 24h

2018-07-29T06:17:23+02:00 luglio 28th, 2018|2018|

Alla 24h di Spa c’è il debutto della nuova NSX GT3 del team Castrol Honda Racing e a guidarla sarà Esteban Guerrieri, protagonista del WTCR – FIA World Touring Car Cup presented by OSCARO che ha parlato del suo idolo Ayrton Senna, il quale provò il primo esemplare di Honda NSX 25 anni fa.

“Sono sempre stato un fan di Senna – ha detto l’argentino – E’ un icona per molti, specialmente in Sud America, e mi ha ispirato tantissimo. Quando avevo 5 anni ho cominciato a correre sui kart e a 7 in pista. Mi ricordo che guardavo le gare di F1, erano i primi anni ’90 e non capivo perché Ayrton vincesse, ma mi affascinava. Non ero consapevole del livello, ma mi piaceva”.

“Essendo bambino, è diventato subito un idolo perché vinceva, si guarda sempre ai piloti più veloci. La cosa che più mi ha insegnato, però, è la personalità, qualcosa che rendeva speciale Senna. Ho imparato molto guardandolo e ho cercato di fare così nella mia vita”.

“Ho sentito una intervista di Ayrton dove diceva che un pilota di Formula 1 doveva sapere l’inglese e i computer. All’epoca andavo a scuola dalle 8 del mattino alle 12, avevo 7 anni, quindi non tantissimo. Ho detto a mia mamma che avrei voluto andare dove mi avebbero insegnato l’inglese perché lo aveva detto Ayrton Senna, dovevo cambiare scuola”.

“Lei mi ha capito e l’ho cambiata, stavo dentro fino alle 5 del pomeriggio e a quell’età non penso sia normale. Ma per me Ayrton valeva di più e puntavo a correre. Nelle lezioni extra ho imparato l’inglese ed è stato molto utile, diciamo che è la prima cosa che Ayrton mi ha insegnato”.

“A 9 anni ho cominciato a capire il mondo delle gare guardando la TV e concentrandomi sui dettagli. Nel 1994 Senna morì e per me fu un duro colpo perché era solo all’inizio. Dopo di che ho cominciato a leggere qualsiasi cosa su di lui”.

“E’ stato il primo a dare importanza all’allenamento fisico con il fitness. Ad 11 anni correvo ancora con i kart, ma iniziai un duro allenamento, lo aveva detto Senna e avevo capito che era importante”.

“Tutto ciò che ho letto o visto di lui ho cercato di metterlo in pratica nella mia vita. Ecco perché è una vera e propria ispirazione. Lo stesso approccio lo utilizzo ora, se vedo qualcuno che fa meglio cerco di imparare anche da lui”.

“Ho provato a venire in Europa a 14-15 anni. Mia mamma mi svegliava perché andassi a scuola e lo facevo con una grande stanchezza. Ma gli rispondevo che al primo momento opportuno avrei voluto provare ad andarmene. Lei mi diceva “ok, ma prima vai a scuola”. A 16 anni si è presentata l’occasione e ha mantenuto la parola!”

“Bisogna lavorare tanto, ma la prima cosa da fare per la gente è capire cosa veramente hai dentro. Se senti qualcosa dentro di te, allora si avvererà. Per me correre in Europa era qualcosa che doveva accadere, senza dubbio. Era nella mia testa e l’ho detto a mia mamma dopo la scuola”.

“E’ un’altra cosa che ho imparato da Ayrton. La connessione con ciò che hai dentro, la fede, ma quando sei piccolo non puoi capirlo del tutto. Ora che sono più grande è tutto chiarissimo, è e sarà sempre importantissimo per me”.

“Ho condiviso il video di Ayrton che guidava la NSX a Suzuka sui miei social perché è una delle primissime cose che ha fatto. Ora sono alla 24h di Spa e sento come se l’orologio tornasse indietro. Tutte le volte che mi siedo a parlare con Riccardo Patrese mi racconta di Ayrton e gli chiedo aneddoti sulle gare”.

“E’ una sorta di magia avere Patrese al mio fianco in questo weekend. E’ un ragazzo fantastico e mi racconta molte storie, a quanto pare ha insegnato molto anche a lui Senna. E’ incredibile e mi sento fortunatissimo a vivere questa esperienza”.

“Ayrton corse con la NSX nel 1989/90, ora tocca a me con la GT3 della Castrol Honda Racing. E’ come se tornassi indietro nella storia. Sono orgoglioso di far parte di questo progetto, è una grande emozione”.