News

Titoli e decisioni difficili: ecco la seconda parte di WTCR Fast Talk podcast by Goodyear con Andy Priaulx

2020-07-03T12:00:05+02:00Luglio 3rd, 2020|2020|

Dopo aver raccontato le difficoltà di inizio carriera a Martin Haven, Andy Priaulx nella seconda parte di WTCR Fast Talk podcast presented by Goodyear parla dei trionfi che lo resero Campione del Mondo già nel 2005.

Dalle ore 12;00 di oggi è disponibile l’ultima parte di intervista all’inglese che lo scorso anno è tornato a correre un Mondiale Turismo FIA senza aver perso lo smalto dei tempi del WTCC.

“Il 2005 fu un anno durissimo perché non avevamo la migliore auto in griglia, per cui dovettimo sudare molto per ottenere risultati. Dovevi lottare duramente sia per 1 punto che per prenderne 15 o 20, bisognava restare concentrati sempre”.

“Inoltre avevamo la zavorra di 40-80kg e a volte eravamo competitivi, mentre altre sembravi un camper, ma comunque dovevi darti da fare per i punti. Consistenza e tenersi lontano dai guai erano le cose fondamentali, ma io ero comunque una sicurezza. A volte c’era la consapevolezza che non fossi il migliore e che era meglio accontentarsi del secondo posto. Faceva sicuramente male, ma alla fine era la soluzione migliore”.

“Per tre anni di fila a Macao arrivammo in sei a giocarci il titolo, non ho mai avuto un finale di stagione tranquillo ed era sempre durissima”.

Dopo il WTCC, Priaulx si è distinto nel DTM e anche sulle GT, in particolare a Le Mans e negli USA, dove suo figlio correrà e andrà per seguirlo; decisione che ha descritto “spaccacuore” nel lasciare il WTCR − FIA World Touring Car Cup e la Cyan Performance Lynk & Co.

Era dal 2002 che Priaulx non correva con le auto a trazione anteriore, ma nel 2019 fu inserito nella #WTCR2019SUPERGRID.

“E’ stata un’ottima annata, ma mi ha tenuto sulle spine sempre. Avevo dimenticato come guidare le auto a trazione anteriore, ma alla fine mi ci sono adattato in fretta. Già a Marrakech andò bene, solo che la macchina nuova aveva problemi e il team doveva seguirne quattro”.

“Mentalmente è stata pesante perché dovevi fare gioco di squadra e rinunciare alle tue prestazioni. All’inizio andava bene e lavoravo così, ma nelle corse turismo questa cosa non funziona molto”.

Priaulx in Asia si è presentato molto più in palla e a Ningbo, pista di casa della Lynk & Co, fu velocissimo.

“All’inizio non ero velocissimo, avevo problemi, non solo con il set-up, ma in generale nel mettere insieme il team. Poi pian piano le prestazioni sono arrivate e nella seconda metà di stagione sono stato forte. In Giappone ho lottato per la pole, a Macao anche e ho vinto una gara, a Ningbo ero rapido anche se non conoscevo la pista”.

“E’ stato un anno duro, ma sono contento di aver contribuito all’affermazione di Cyan Racing e nella vittoria del Mondiale per i Team. Ho dato modo ai miei compagni di combattere per il titolo aiutandoli, poi è chiaro che in una stagione così un po’ soffri personalmente, non ci si diverte molto”.

Priaulx ha ammesso che il successo di Macao è stato un grandissimo momento, ma che la scelta di non correre nel 2020 si è rivelata ancor più dura pensando al capo della Cyan Racing, Christian Dahl.

“Mi sono guadagnato il rispetto e dimostrato che sono ancora competitivo, anche se all’inizio dell’anno le cose erano andate male. Con Christian siamo sempre stati vicini, ha una personalità forte, ma è uno corretto, mi ha sempre detto come stavano le cose e per questo l’ho sempre rispettato. E’ una persona di grande successo e gli sono grato per avermi dato l’opportunità di tornare a correre e continuare con loro. E’ stata dura prendere questa decisione, ma bisognava concentrare le forze su alcune cose e la carriera di mio figlio comincia a prendere spazio. Fra me e lui, avrei comunque scelto lui”.

WTCR Fast Talk podcast presented by Goodyear con Andy Priaulx è offerto dal gommista ufficiale della serie e presentato da Martin Haven.

Cliccate qui per sentire le due parti: https://www.fiawtcr.com/wtcr-fast-talk/